Monday, 22 Oct 2018
  • ATTIVITA’ ALL’ESTERO, SCAMBIO DI INFORMAZIONI E VOLUNTARY DISCLOSURE ITALIANA
    PROF. STEFANO MAZZOCCHI
    (c) Prof Stefano Mazzocchi, all rights reserved

    Lo scenario internazionale in cui si inserisce la “Voluntary Disclosure” è cambiato radicalmente in appena qualche anno. In materia di cooperazione internazionale in materia fiscale, infatti, negli ultimi anni si sono registrate significative accelerazioni volte a canalizzare tutti gli sforzi internazionali contro la lotta alla frode e all’evasione fiscale.

  • OUTVIEW SUL PANORAMA INTERNAZIONALE NEL QUALE SI INSERISCE LA “VOLUNTARY DISCLOSURE”

    1)Il G20 di Londra

    2)La Direttiva Europea del 2011

    3)La guida OCSE e la modifica dell’articolo 26

    4)Gli accordi internazionali

    5)Il F.A.T.C.A. U.S.A. – Stati Uniti

    6)Le trattative con la Svizzera

    7)Gli accordi bilaterali 

  • Il primo passo in tal senso è stato compiuto durante il G20 di Londra tenutosi nell’aprile del 2009. In tale occasione, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi coinvolti hanno deciso di rendere operativa un’azione concordata e mirata contro l’evasione fiscale internazionale. Ciò in considerazione soprattutto degli allarmanti dati dell’OCSE, in base ai quali circa il 50% del commercio mondiale viaggia ancora nel sommerso. In occasione del G20, i Paesi coinvolti sono giunti ad una svolta “storica”: per la prima volta sono state gettate le basi per una guerra unitaria contro i paradisi fiscali e l’evasione.

    Il vertice si è concluso con una intesa che si è tradotta in una raccomandazione all’Unione europea volta all’adozione di un quadro legislativo appropriato per quanto concerne i paradisi fiscali, invitando gli altri partner internazionali a fare lo stesso. Il G20 di Londra, secondo molti, mette fine ad un’epoca caratterizzata da una profonda incapacità nel contrastare, soprattutto tramite la cooperazione internazionale, il dilagante fenomeno della dislocazione delle ricchezze nei cosiddetti “tax heaven” e rappresenta l’indiscusso punto di partenza per la rimodulazione delle relazioni internazionali in materia fiscale e tributaria.

  • Sulla scorta di quanto caldamente raccomandato dal G20 di Londra, è stata emanata la Direttiva 2011/16/UE, che ha interamente riscritto le norme e le procedure internazionali che disciplinano la cooperazione tra gli Stati membri in materia fiscale. L’articolo 5 regola tale scambio di informazioni prevedendo che l’autorità competente di ogni Stato membro possa chiedere ai propri colleghi di un altro Stato tutte le informazioni necessarie ad effettuare un corretto accertamento in relazione a qualsiasi tipo di d’imposta.

    L’articolo 8, invece, riguarda lo scambio automatico delle informazioni tributarie. Questa modalità di cooperazione viene resa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2015 relativamente a cinque categorie reddituali, tra le quali i redditi da lavoro nonché proprietà e redditi immobiliari.

  • Sulla scorta di quanto raccomandato dal G20 di Londra, l’Unità Economica Europea e l’OECD hanno altresì emanato ulteriori direttive e modelli con lo scopo di incoraggiare gli Stati ad introdurre politiche di “Voluntary Disclosure”, volte ad istituire un procedimento di collaborazione volontaria del contribuente con l’Amministrazione Finanziaria al fine di regolarizzare la propria posizione fiscale.

    Con tale progetto internazionale in materia di collaborazione in ambito fiscale, i soggetti che detengono capitali all’estero non dichiarati si trovano letteralmente “con le spalle al muro” poiché ogni tentativo di spostamento di tali somme risulta tracciato quasi in tempo reale. Ciò grazie agli accordi stipulati tra le autorità fiscali dei diversi Paesi al fine di attivare più efficaci scambi di informazione e più adeguate misure di collaborazione in materia fiscale.

  • In occasione del recente G20 di Sidney del Febbraio 2014 è stato presentato un modello volto a disciplinare i dati che possono essere oggetto di scambio, le modalità previste allo scopo e le relative tempistiche.

    La finalità di detto modello è far si che i Paesi possano ottenere informazioni da Banche ed Istituzioni finanziarie con cadenza annuale. Il modello presentato consta di due parti:

    • il Common Reporting and Due Diligence Standard (CRS) che indica le regole che dovranno utilizzare le Istituzioni finanziarie per la condivisione dei dati e dovranno essere recepiti per legge dai vari Stati;
    • il Competent Authority Agreement (CAA) che contiene le regole per la condivisione delle informazioni tra autorità fiscali.
  • Attualmente 40 Paesi (51 Paesi a partire dal 2017) consentono ai loro contribuenti la regolarizzazione delle attività detenute all’estero e non dichiarate. Nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti permanenti a disposizione dei contribuenti.

    L’elemento che accomuna tali tipi di programmi negli Stati esteri si concreta in benefici premiali che fanno seguito all’adesione volontaria: riduzione delle sanzioni sulle imposte evase, riduzione delle sanzioni per la mancata dichiarazione delle attività all’estero e, a seconda del caso specifico, esimenti o attenuanti in ambito penale.

  • Stati Uniti d’America

    Il programma di “Voluntary Disclosure” negli Stati Uniti è definito dall’IRS come “firm but fair”, ossia duro ma giusto.

    Istituito nel 2009 e reiterato nel 2011, l’offshore Voluntary Disclosure Program è particolarmente appetibile per i contribuenti poiché la procedura permette la definizione delle sanzioni e l’estinzione dei reati commessi.

    E’ un programma rivolto esclusivamente ai contribuenti che hanno evaso le imposte e non ai contribuenti che per le più svariate ragioni hanno omesso, in buona o mala fede, di compilare il modulo relativo alle attività estere.

    E’ inoltre un programma di fonte amministrativa e pertanto non ha una valenza immediatamente obbligatoria. Si fonda sul presupposto di una comunicazione veritiera, tempestiva e completa, che dimostri chiaramente la volontà dei contribuenti di collaborare e pagare in tempi brevi gli importi dovuti.

    L’offshore Voluntary Disclosure Program prevede il pagamento delle sanzioni ridotte pari a circa il 20%, più un eventuale ulteriore 27%. Non prevede obbligatoriamente delle esimenti in ambito penale. Tuttavia, le Amministrazioni Finanziarie valutano positivamente l’autodenuncia del contribuente ed intercedono presso il Dipartimento della Giustizia affinché il contribuente-evasore non venga perseguito penalmente.

    Il sistema americano, dunque, comporta per i contribuenti oneri significativi in termini di costo della procedura ma consente a questi ultimi di non essere perseguiti penalmente per i reati fiscali connessi. Come noto, negli States gli evasori scontano pene particolarmente severe e pertanto la possibilità dell’impunità conferisce alla Voluntary un indubbio appeal nonostante gli alti costi.

  • Germania

    In Germania il programma di Voluntary Disclosure rappresenta uno strumento permanente a disposizione dei contribuenti.

    E’ stato disciplinato nel 2011 da una legge del Bundestag ed ha una durata teoricamente illimitata. Ci sono però continue discussioni sulla necessità di modificarla o addirittura abrogarla. Il programma interessa un ampio ventaglio di imposte:

    • IVA
    • imposte dirette
    • imposte di successione e donazione
    • altre imposte.


    In Germania la Voluntary è rivolta a tutti i contribuenti persone fisiche. Non possono aderire i soggetti che sono oggetto di verifica sostanziale o formale da parte dell’Amministrazione Finanziaria tedesca. La procedura è nominativa e si sostanzia nella presentazione di tutta la documentazione relativa alle somme evase alla competente Autorità fiscale locale.

    L’adesione si perfeziona nel momento in cui il contribuente regolarizza la sua posizione in relazione a tutte le somme evase. Qualora ciò non dovesse avvenire, il contribuente decade dei benefici della Voluntary restando esposto alle normali attività di verifica.

    La regolarizzazione avviene pagando le imposte ordinariamente dovute maggiorate degli interessi annuali.

    Nel caso di frode fiscale semplice, gli interessi annui dovuti saranno pari al 6%, mentre in caso di frode fiscale grave sarà altresì dovuta, oltre all’imposizione ordinaria ed al 6% di interesse annuo, una somma pari al 5% delle tasse evase. La Voluntary Disclosure tedesca copre anche il campo penale prevedendo l’impunità totale dei contribuenti che si autodenunciano.

    In Germania l’evasione fiscale è punita penalmente con una pena pecuniaria o con la reclusione fino a 5 anni. Invece, nei casi di evasione fiscale grave, ossia quando vi è evasione per un ammontare superiore ad euro 50.000, è prevista la reclusione fino a 10 anni. L’appeal, dunque, è anche in questo caso nella previsione dell’impunità penale.

  • Belgio

    In Belgio il programma di Voluntary Disclosure è stato previsto dalla Declaration Liberatoire Unique del 2013, la quale ha stabilito che il provvedimento fosse esperibile solo per un periodo limitato di tempo, ovvero dal 15 luglio al 31 dicembre 2013. Le imposte oggetto del programma di Voluntary Disclosure sono:

    • imposte sui redditi
    • IVA
    • contributi sociali
    • imposte di successione
    • imposte di registro e ipotecaria
    • altre imposte.

    Lo scopo della Voluntary Disclosure belga è quello di consentire una compiuta regolarizzazione della situazione fiscale relativamente a capitali sia di fonte estera che domestica.

    La Voluntary belga ha coinvolto un gran numero di contribuenti, siano essi persone fisiche, entità giuridiche o anche società semplici e associazioni. Non hanno potuto effettuare l’autodenuncia quei contribuenti soggetti a verifica da parte delle competenti Autorità fiscali e quei contribuenti che intendevano effettuare una regolarizzazione di quei redditi provenienti da operazioni di riciclaggio o reati prodromici allo stesso.

    Il contribuente interessato ha dovuto rivolgersi all’ufficio centrale del Service Public Finances, incaricato di avviare le procedure per la Voluntary, le quali si concretizzano in una dichiarazione nominativa relativa a tutte le attività interessate.

    Il contribuente ha poi dovuto, in un periodo di 6 mesi, allegare alla dichiarazione tutta la documentazione relativa all’origine dei redditi regolarizzati. Entro 30 giorni dall’invio della documentazione, il Service Public Finances era tenuto a rendere edotto il contribuente sull’ammontare liquidato da pagarsi entro 15 giorni.

    Giova precisare che la legge che ha previsto la Voluntary Disclosure in Belgio ha imposto al personale del Service Public Finances il segreto professionale, con la conseguenza che tutte le informazioni raccolte non sono state trasmesse ad altri servizi del Service Public Finances stesso.

    Gli elementi di premialità consistevano nella riduzione delle sanzioni amministrative applicabili (che oscillano tra il 15% ed il 30% a seconda del tipo di frode fiscale posta in essere) e, anche in questo caso, dalla totale copertura penale per i reati commessi.

    Ancora una una volta, quindi, si è in presenza di un modello di Voluntary Disclosure particolarmente appetibile (nonostante l’esosità dei costi) grazie alla previsione dell’impunità penale.

  • Francia

    Il programma di Voluntary Disclosure per le imposte sul reddito e per l’impot de Solidarité sur la fortune è stato istituito con la Circolare Ministeriale del 21 giugno 2013. Tale programma ha una durata illimitata nel tempo, fatta salva la facoltà del Ministero di revocarlo.

    Lo scopo del programma è quello di consentire ai contribuenti persone fisiche di regolarizzare la propria posizione innanzi all’Autorità Fiscale in caso di attività possedute all’estero non dichiarate.

    Sono invece esclusi società e contribuenti nei cui confronti sia iniziata una procedura di accertamento o giudiziaria. Sono altresì esclusi gli averi aventi origine occulta, ovvero quelli derivanti da attività commerciali non dichiarati e/o da attività illegali. In Francia l’adesione volontaria non può avvenire in forma anonima. Il contribuente coinvolto sarà oberato dalla difficile produzione di tutta la documentazione afferente i redditi sommersi.

    Qualora l’ammontare della transazione superi i 200.000 euro, sarà previsto l’intervento del Comitato del contenzioso fiscale, che avrà facoltà di richiedere ulteriori informazioni.

    Il contribuente decade dei benefici non per dichiarazione parziale ma in caso di dichiarazione mendace.

    Il contribuente è tenuto a pagare integralmente le maggiori imposte dovute con delle maggiorazioni tra il 15% ed il 30% sulle maggiori imposte e tra l’1,5% ed il 3% ai fini ISF (imposta di solidarietà e sulla fortuna).

    Il regime premiale, dunque, si sostanzia essenzialmente in una riduzione delle maggiorazioni applicabili in caso di infedele dichiarazione e delle sanzioni amministrative per la mancata dichiarazione degli averi esteri.

    Grande pecca del sistema francese è l’incertezza che gravita attorno al problema della copertura penale: vi sono infatti ancora forti perplessità sulla possibilità di una piena tutela penale per i contribuenti che si autodenunciano.

  • Regno Unito

    Il Dipartimento Her Majesty's Revenue and Customs (HRMC) mette a disposizione un costante sistema di adesione volontaria sia per il sommerso detenuto all’estero che per qualsiasi altra irregolarità, anche domestica.

    Sono applicate sanzioni ridotte (oltre agli interessi) in percentuale sull’intero importo dovuto ma per quanto riguarda le attività detenute all’estero è prevista una copertura penale completa.

    In Gran Bretagna è operativo dal 2012 un programma denominato “Contractual Disclosure Facility” che consente la regolarizzazione delle violazioni tributarie mediante un accordo tra il contribuente e l’Amministrazione Fiscale che comporta, da un lato, l’esenzione dalla responsabilità penale e, dall’altro, l’obbligo per il contribuente di fornire tutte le informazioni relativamente alle imposte evase nonché il pagamento integrale delle stesse, oltre ad interessi e sanzioni ridotte.

    Questo sistema è permanentemente a disposizione del contribuente e può essere attivata anche se il contribuente in questione è stato interessato da verifiche e/o controlli da parte delle Autorità fiscali.

  • Spagna

    L’articolo 179 della “Ley Generàl Tributaria” prevede che non incorrono in sanzioni i contribuenti che in maniera volontaria regolarizzano la propria posizione nei confronti delle Autorità fiscali, prima che queste ultime abbiano iniziato verifiche e/o controlli.

    Il contribuente che si autodenuncia è tenuto a versare integralmente le imposte evase con gli interessi, nonché un “recargo”, ossia una somma addizionale tra il 5% ed il 20% (ridotta in alcuni specifici casi), il quale non ha natura di sanzione ma di mera prestazione di natura accessoria.

    In seguito alla Ley Real n. 12/2012 la procedura di divulgaciòn voluntaria comporta una copertura penale completa per i contribuenti interessati.